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Spietato inverno

Oggi hanno acceso i termosifoni, segno inequivocabile di quanto sia arrivato l’inverno. Un inverno gelido. Ero raggomitolato come un gatto, brandendo angoli di una coperta troppo stretta, a cercare il calore della stufetta elettrica.

L’estate si è allungata fino a consumare le sue più nascoste energie, ha dato tutto quello che poteva e mi ha riscaldato col suo mare e con i suoi giorni. Ho sperato che l’estate potesse durare per sempre. Ma lo sapevo che sarebbe arrivato, col suo buio, i suoi lampioni accesi, le sere e la solitudine. Con il rumore di un camino scoppiettante e l’odore di castagne. E’ arrivato purtroppo e non si poteva evitare, farà il suo corso e poi, pian piano, il Sole tornerà a splendere. Ma io un pezzetto di quel Sole lo porterò sempre con me, fino alla prossima estate, e poi comunque per sempre. Un Sole splendente e luminoso, fatto di tenera allegria, caldo e accogliente, magico. E con quel Sole porterò con me tutti i pezzetti di mondo illuminati, tutti gli angoli remoti della memoria e della luce, e le giornate estive e i tramonti.

Vorrei tanto che quel Sole fosse ancora qui e che mi scaldasse, vorrei che la terra per un lunghissimo attimo, nel suo eterno scorrere, smettesse di girare in tondo per lasciarmelo ancora.

Ma so che anche il Sole ha una memoria e che continuerà a girare fino a specchiarsi nella sua luce immensa. E allora si fermerà, e brillerà, e la sua luce si vedrà da ogni angolo del pianeta. E io saprò che è li, sereno nel suo splendore.

Pubblicato il 5/11/2006 alle 2.40 nella rubrica Diario.

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