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1 febbraio 2006

Riscaldamento del Pianeta Terra

 

 
Foto aerea M.Oddi - Rum Cay Bahamas

..la Terra si scalda, i giacci si sciolgono, il livello dei mari cresce. 
    Le forze in gioco che regolano i principali e a volte drammatici eventi climatici che insistono sul nostro pianeta stanno mutando, ed eventi una volta sporadici, limitati al particolare concatenarsi di eventi, ora si ripetono ogni anno provocando devastazione e paura.

    Questo è quanto emerge dagli ultimi dibattiti che coinvolgono le agenzie mondiali per il monitoraggio dell’ambiente e le principali autorità politiche che dovrebbero tutelare la sicurezza e gli interessi dei cittadini del mondo.

    Nel suo ultimo discorso al senato degli stati uniti George W. Bush si rivolge alla platea ( della quale per la prima volta, fa parte anche un animale a quattro zampe, un cane…o forse per l’ennesima volta…fate voi!) con parole di apertura agli allarmi lanciati più volte dagli scienziati di tutto il mondo.

    Per la prima volta l’amministrazione statunitense riconosce gli errori della precedente linea politica che era arrivata a rifiutare le delibere sancite dal protocollo di Kyoto al quale avevano aderito ben 150 paesi.

Ma attenzione ad interpretare questo come un segnale decisivo dell’intenzione di operare un vero cambiamento:

Bush dice che gli Stati Uniti sono stati fino ad oggi troppo dipendenti dal petrolio dei paesi esteri…Il petrolio americano quando brucia emette lo stesso quantitativo di CO2 di quello del Medio Oriente!! Si può fare di meglio caro George..!!

    Sarebbe bello ma veramente lungo e complesso esaminare qui in questa rubrica quali siano i modi per aiutare questa terra a non rimanere soffocata, per aprire uno spiraglio ed iniziare a preoccuparci di quello che lasceremo alle generazioni future.

Io sto leggendo un breve ed aggiornato volume, molto interessante, che cerca di spiegare come comportarsi per non contribuire al lento declino che coinvolge mare, cielo, monti e nuvole, e tutto ciò che di bello i nostri occhi hanno visto e a volte solo immaginato.

    Il libricino Di Roberto Izzo si intitola: “ Salvare Il Mondo Senza Essere Superman” (Gesti di ecologia quotidiana) pubblicato da Einaudi.

    Non è così difficile andare nella direzione giusta. Basta volerlo, e soffermarci un secondo ogni volta che compiendo un gesto ormai magari abitudinario, stiamo per contribuire ad un piccolo disastro.

    Parlare di terra è un argomento grande, probabilmente non basterebbe la vita di milioni di persone per scrivere tutto quello che si vorrebbe. Un solo pensiero torna ricorrente: cosa ci rimarrà se non sapremo tenerci cara l’eredità che la natura ci ha consegnato?

A presto.




permalink | inviato da il 1/2/2006 alle 17:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


16 gennaio 2006

Il Serpente che vince sul mostro



Foto aerea M.Oddi - Rum Cay Bahamas


Cosa vi evoca questo serpente d’acqua? Il deserto e il verde smeraldo del fluido marino che si fondono in un intreccio arido e nello stesso tempo vitale.

Le curve sinuose del grande anaconda partoriente sembrano miracolosamente dare la vita curvandosi nel tentativo di distaccarsi dalla propria prole.

Questa foto l'ho scattata alle 10.30 del 27 Dicembre 2005 da un bimotore che sorvolava alcune isole dello stato indipendente delle Bahamas nel tentativo di raggiungere Rum Cay: atollo semi-sconosciuto all’estremo sud dell’arcipelago, e meta di pescatori e surfisti che qui trovano praticamente il loro paradiso per pochi mesi l’anno.

Purtroppo periodicamente violenti uragani si abbattono su queste isole, anche se ancora imberbi e non capaci della potenza devastatrice che coltivano lungo il breve percorso che li porta ad arrivare sulle coste della Florida, della Luisiana e del Messico.

Nessuno qui sembra pensare a quella tragedia che ogni anno rischia di portare via le loro case, le loro barche, tutto, a volte anche la vita. Loro continuano a vivere con una rilassata pigrizia e continuano a vedere quelli che arrivano dal continente come degli strani esseri troppo indaffarati e frenetici.

Qui a Rum Cay si lavora, si beve birra, e poi si lavora ancora o si va a pesca in cerca di Barracuda o Marlin di tutti i colori. Il giorno comincia presto e la notte anche arriva molto più rapidamente che al nord, quasi all’improvviso, cogliendo impreparato il pomeriggio.

Si dice che qui siano passati quelli delle tre caravelle, e dopo di loro tanti altri. Galeoni spagnoli e inglesi, poi messicani. Navi mercantili, navi da guerra e navi pirata sono affondate in queste acque.

Il mare oggi è cosparso di piccoli tesori di nessun valore.

Ma il tesoro più bello cresce ogni giorno sul fondo, vicino alla costa, non ha smesso di crescere per migliaia di anni: un immensa foresta di coralli e madrepore di ogni forma e colore, che incuranti di tutto ciò che si consuma in superficie continuano a costruire bellezza e meraviglia.

Chissa che questa ultima spiaggia incontaminata possa sopravvivere a lungo e che ancora qualcuno riesca a scordarsi di lei, lasciandola stare li dov’è con la sua pigrizia, le sue birre e le sue monete. Chissa che il mondo si dimentichi di questo pezzo di mare e non lo fagociti nelle sue fauci di mostro. Buona fortuna Rum Cay!

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permalink | inviato da il 16/1/2006 alle 0:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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